Mostre

SPACE TRAVELERS

5 Aprile - 1 Giugno 2013

Kristina Inčiūraitė, Cooltūristės, Ugnius Gelguda & Neringa Černiauskaitė
A cura di Laima Kreivytė

Ogni mostra è un viaggio. Ti accompagna alla scoperta di luoghi che non hai mai visto. Questa mostra è un viaggio attraverso la memoria, un tentativo di far rivivere il passato “cosmico” della generazione degli anni 1970 in Lituania. Il viaggio inizia dalla Torre Televisiva di Vilnius, la struttura più alta di tutta la Lituania (326,50 m). Il ponte di osservazione ricorda un disco volante ed è caratterizzato da una piattaforma rotante che compie un giro ogni 55 minuti. Qui si trova il bar “Milky Way” (Via Lattea), dove i visitatori possono rilassarsi bevendo un caffè e scoprire la città di Vilnius, non con una guida turistica ma godendo di una straordinaria veduta dall’alto. Oppure, ci si può recare all’ar/ge kunst Galleria Museo a Bolzano ed immergersi nell’“utopia cosmica”. Tutto ha inizio da qui. Vicino alla Torre Televisiva si trova ancora oggi un giardino d’infanzia con uno spazio-giochi surreale che ricorda il paesaggio lunare (ma che può essere distrutto in qualunque momento). Questo spazio ha ispirato Cooltūristės, Ugnius Gelguda e Neringa Černiauskaitė ad esplorare le memorie disperse del vecchio distretto “cosmico” di Vilnius. Quasi tutte le grandi città dell’ex Unione Sovietica ne avevano uno. Ma la particolarità di questo luogo in Lituania era data dall’originale unione tra la retorica spaziale e lontane eco della mitologia pagana. L’adorazione della natura e la fede nel progresso tecnologico non rappresentavano una contraddizione in questo stato storicamente ateo. I Lituani hanno infatti sempre voluto affermarsi come gli “ultimi pagani d’Europa” per aumentare l’autostima nazionale. Pertanto, il nuovo distretto residenziale di Karoliniškės costruito nel 1970 presentava un solo chiaro riferimento al programma spaziale sovietico, al quale fu dedicata la Cosmonauts’ Avenue (Corso dei Cosmonauti), oggi divenuta la Freedom Avenue (Corso della Libertà). Le altre strade, negozi e fermate dell’autobus vennero invece intitolate a corpi celesti o a forze naturali: Saturno, Mercurio, Cometa, Arcobaleno, Tuono, Fulmine, Meteora, Tromba d’Aria, Stelle, Luna. Non c’è dunque da meravigliarsi se tutti i giardini d’infanzia e gli spazi giochi dedicati ai bambini sono stati dotati di un globo di acciaio e di una navicella spaziale a forma di razzo. Tutti da grandi volevano fare i cosmonauti. Gli artisti anonimi dei Cooltūristės assieme ai performer del gruppo Nunu invitano i visitatori ad unirsi a loro nella loro missione sulla Luna, in riferimento al mito secondo il quale la missione Apollo sarebbe stata messa in scena ad Hollywood da Stanley Kubrick, poiché di fatto gli Americani non sarebbero mai stati sulla Luna. I Cooltūristės e i Nunu inscenano il loro viaggio sulla Luna nel paesaggio lunare del Giardino d’Infanzia Spaziale, (Space Kindergarten, 2012) Escono da una navicella spaziale alla fermata della “Memoria” e seguono l’antico percorso dei filobus attraverso stazioni dai nomi “celestiali”. Tutto è cambiato il 13 gennaio 1991, quando quattordici persone disarmate sono rimaste uccise nel movimento di opposizione alla presa della torre da parte delle forze militari sovietiche. Le strade sono state rinominate e dedicate a questi eroi. Oggi, la Torre Televisiva è un luogo commemorativo circondato da una pineta che nasconde un cimitero degli animali. Questa strana giustapposizione ha ispirato il giovane performer del gruppo Nunu – Žygimantas Kudirka a scrivere un poema sugli animali nello spazio. Ugnius Gelguda e Neringa Černiauskaitė utilizzano l’immagine in bianco e nero di una torre televisiva incompiuta per significare il passaggio verso un universo parallelo. Questa struttura immaginaria è collocata in uno scenario surreale pensato per una prima fiction di fantascienza in Lituania. Questi due artisti cercano l’ispirazione visiva nella stessa location cosmica, creando però una leggenda e un’atmosfera differente. Il loro film In the Highest Point, (2011), girato con una telecamera da 16 mm, ricrea l’aura di un’utopia architettonica evanescente. Kristina Inčiūraitė cambia location, ma non va molto lontano: anche il distretto residenziale di Lazdynai è dominato da una torre televisiva, anche qui è presente l’idea di poter osservare il mondo dall’alto e al tempo stesso di essere sempre sorvegliati. Servendosi di teleobiettivi, Inčiūraitė ha seguito tre uomini nel loro percorso dal filobus verso casa a Lazdynai. Le storie delle loro vite sorvegliate sono state rappresentate nel film di Inčiūraitė Following Piece, (2011), assieme alle immagini della foresta che si trova nello stesso distretto. Gli spettatori assistono alla comparsa episodica di singole donne che passeggiano tra gli alberi con il loro cane. Chi è inseguito da chi?, chiede l’artista. Il suo nuovo documentario sperimentale The Meeting, (2012), ripropone un paesaggio onirico e immaginario, benché questa volta la fonte di ispirazione sia un’altra costruzione “volante” dei tempi d’oro dell’Unione Sovietica. Una teleferica o un ascensore, custodi di memorie d’infanzia, trasportano l’artista verso una città lontana nella Regione di Kaliningrad, in Russia. Nel film, Kristina Inčiūraitė avvia una corrispondenza con una sua coetania proveniente dalla città di Svetlogorsk e in cerca di nuove conoscenze su Internet. L’autrice utilizza un nome maschile e non svela alla sua interlocutrice che tutto ciò fa parte di un progetto artistico. I cambiamenti di identità si combinano in modo metaforico con l’ambigua situazione della teleferica di Svetlogorsk affacciata sul mare, una costruzione gigantesca ed imponente esposta agli inesorabili effetti dell’erosione. La generazione di questi artisti spaziali vuole recuperare il passato perduto e proiettarlo nel presente. Esplorando paesaggi dimenticati di città contemporanee, essi creano scenari alternativi per il futuro. O, più semplicemente, si accontentano di frequentare il bar “Milky Way” della Torre Televisiva di Vilnius per cercare di trasformare il passato storico in un vero e proprio mito. E fanno ciò scegliendo cerchi e spirali piuttosto che linee diritte. Un viaggio nello spazio è sempre un viaggio nel tempo.

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