Archivio della categoria: special project

Flowers and Apples from Sainte-Pélagie Prison (Philadelphia Museum of Art and Musée d'Orsay), image by David Horvitz

you and I may not hurry it with a thousand poems my darling but nobody will stop it With all the Policemen in The World.zip
13 Giugno 2017

La mostra “you and I may not hurry it with a thousand poems my darling but nobody will stop it With all the Policemen in The World.zip*” dell’artista americano David Horvitz (1981) è stata lanciata su internet nel 2012 e riattivata in occasione di questa mostra.

‘Nel giugno del 2012 ho postato i files da stampa di una mostra collettiva sul sito per il trasferimento di file sendspace, con la spiegazione: È possibile scaricabile liberamente la mostra, stamparla, esporla, pubblicarla, copiarla, ecc. Non ci sono istruzioni di installazione. Le misure di stampa raccomandate sono nella lista dei lavori in PDF. La cartella Zip rimarrà a disposizione fino a quando il link di sendspace rimarrà attivo. La mostra non sarà nuovamente caricata.

Ho chiesto ai seguenti artisti di partecipare a questo progetto, e ad ognuno di loro ho chiesto di mandarmi un file stampabile di un opera che in qualche modo fosse in relazione con il soggetto dei fiori: Anjum Asharia and Marisa Jahn, BFFA3AE, Claudia Sola, David Horvitz, Hans Aarsman, Jon Rafman, Kristina Lee Podesva, Marysia Lewandowska, Michael Mandiberg, Mishka Henner, Natalie Häusler, Vlatka Horvat.

L’idea era di comporre un bouquet di primavera! Anche se al tempo era quasi la fine di primavera. Ma era ancora primavera! Ho immaginato di spargere questi fiori/files in Internet, allo stesso modo in cui un contadino spargerebbe i semi nei campi – è divertente pensare come i media di comunicazione usino la stessa terminologia dell’agricoltura (ndt. Il termine “broadcast” significa sia per “trasmettere” un messaggio che per “spargere” dei semi). E ho immaginato che anche molto tempo dopo che l’url di sendspace sarà scaduto, i files esisteranno ancora (forse). E che forse saranno condivisi. Forse saranno ri-postati da qualcun altro (riproduzione asessuale?). Non avevo modo di controllare dove (e quando) questa mostra sarebbe andata a finire, se in qualche luogo (o in qualche tempo?). Questo è il motivo per cui la data di chiusura di questa mostra è stata indicata con un punto interrogativo. Sarà aperta per chissà quanto tempo. Ho anche voluto donare a internet una stagione (internet che è qualcosa che esiste al di là delle particolarità dei luoghi che sono invece comandati dalle temporalità naturali e dalla Terra che gira intorno al sole).

David Horvitz, Los Angeles 2017

* Nel contesto della mostra Flowers are Documents, il file rimarrà a disposizione sul sito di ar/ge kunst e sarà ri-distribuito via newsletter il 13 Giugno 2017.


Scarica la mostra a questo link

CLOSE
credits Ivo Corà

Such Claims on Territory Transform Spatial Imagination into Obscure
CAN ALTAY
dicembre 2015 - maggio 2016

SPLIT HORIZON (Virgolo Edition)
Da dicembre 2015 a maggio 2016,
diversi luoghi a Bolzano

LIMITED EXPERIENCE
14.11.2015, Recinto dell’Ex Club del tennis, Virgolo, ore 15.30

Nell’ambito di Radical Hospitality/One Year-Long Research Project,
Progetto di residenza con Can Altay – Una collaborazione tra ar/ge kunst e Lungomare

credits ivo corrà

credits ivo corrà

credits ivo corrà

credits ivo corrà

credits ivo corrà

credits ivo corrà

credits ivo corrà

credits ivo corrà

credits ivo corrà

credits ivo corrà

Can Altay è stato invitato da ar/ge kunst e Lungomare a un progetto di residenza che è iniziato alla fine del 2014 e continuerà fino all’estate del 2016. Fin dall’inizio del progetto Altay sta conducendo un approfondito studio sul sistema Bolzano. In particolare la sua attenzione si concentra sulla montagna del Virgolo.
Attraverso la sua pratica l’artista promuove una serie di iniziative attraverso le quali cerca di stimolare il dibattito pubblico su questa parte del territorio della città di Bolzano. Altay definisce singoli passi di un processo che egli intende come ‘frammenti’ – impressioni, interpretazioni o commenti sul presente.

A Novembre e Dicembre 2015, Altay aggiunge due frammenti alla serie iniziata a febbraio del 2015. “Such Territorial Claims Transform Spatial Imagination into Obscure (Third Fragment in Two Parts)” è un doppio appuntamento come tappa di un percorso non lineare durante il quale Altay fornisce indizi sempre nuovi all’interpretazione del territorio bolzanino.

Split Horizon (Virgolo Edition)
Intervento in spazio pubblico
Da dicembre 2015 a maggio 2016, diversi luoghi a Bolzano, ore 14.30-16.30

Split Horizon (Virgolo Edition) colloca un dispositivo per l’osservazione lungo una traiettoria che può essere reale, ma anche puramente mentale, e include nel suo posizionamento una durata temporale. Ognuno dei luoghi selezionati possiede un significato preciso nella narrazione di Altay e l’oggetto nello spazio pubblico e privato della città genera immaginarie linee incrociate. Con Split Horizon (Virgolo Edition) l’artista si rivolge nuovamente alla montagna del Virgolo, così come è stato fatto con le parole e i segni suggestivi contenuti nei manifesti di “Such Territorial Claims Transform Spatial Imagination into (Studio Virgolo Second Fragments)”.
“Split Horizon (Virgolo Edition)” è tempo e spazio. Esso sarà posizionato e rimarrà per alcune ore in quindici luoghi della città di Bolzano che hanno una relazione (non solo visiva) con il Virgolo. Si tratta di punti significativi, punti di riferimento in termini di equità spaziale e in riferimento all’immaginario collettivo sulla città e la sua storia. Quando la traiettoria di “Split Horizon (Virgolo Edition)” sarà conclusa il dispositivo rimarrà a disposizione del pubblico che potrà suggerire nuove collocazioni.

ore 14.30-16.30, Bolzano
2.12.2015 Piazza Walther
16.12.2015 Mediaworld
13.1.2016 Eurac
27.1.2016 Piazza Tribunale
10.2.2016 Torre del Museo Civico
24.2.2016 Funivia del Renon
9.3.2016 Appartamento Privato, via Cappuccini 14, terzo piano
16.3.2016 unibz terrazza panoramica F6
23.3.2016 Ponte Talvera
30.3.2016 Parco delle Semirurali
6.4.2016 Stazione di Bolzano
13.4.2016 Giardino dei Cappuccini
20.4.2016 Percorso pedonale tra via Aslago e via S. Vigilio (Parco Mignone)
4.5.2016 Ponte Loreto
11.5.2016 Appartamento Privato, via Andreas Hofer 19, terrazza quarto piano

Limited Experience

Percorso in spazio pubblico
14.11.2015, Recinto dell’Ex Club del tennis, Virgolo, ore 15.30
Dal 2008 il terreno che ospitava il club del tennis del Virgolo è stato acquistato da una cordata di imprenditori in vista di futuri investimenti immobiliari. Da allora una recinzione impedisce l’accesso a quella che era stata una delle zone ricreative della città di Bolzano. Con “Limited Experience” l’artista Can Altay invita dodici persone a muoversi insieme lungo il confine e a condividere l’esperienza di questo limite.
“Limited Experience” è uno ‘score’ che fornisce le indicazioni necessarie allo svolgimento di un incontro performativo. Altay chiede ai partecipanti di confrontarsi con un confine che separa una proprietà privata da una pubblica attraverso un esercizio che testa e al contempo sfida l’idea di confine imposta dalla politica urbana corrente.

CLOSE
Image: Daniel Salomon, The Politics of Fermentation, 2015

Spaces of Anticipation
Un Simposio
20 - 21 novembre 2015

KEYNOTE
20 Novembre, ore 19

Roberto Poli (Cattedra UNESCO sui Sistemi anticipanti, Università di Trento)
Stephen Wright (autore e ricercatore, Collège International de Philosophie, Parigi).

 

 

ROUNDTABLE
21 novembre, 10:30 – 13 / 15 – 18

Bar Project (collettivo curatoriale, Barcellona); Roberto Gigliotti (Professore UNIBZ, Bolzano); Emanuele Guidi (direttore artistico ar/ge kunst); Krüger & Pardeller (artisti, Vienna); Lorenzo Sandoval (artista e curatore, Berlino); Manuel Segade (curatore, Rotterdam).

 

 

PERFORMANCE
21 novembre, ore 18

The Politics of Fermentation
Daniel Salomon (artista, Berlino)
A cura di Emanuele Guidi e Lorenzo Sandoval

Anticipation
from past participle stem of anticipare: ante ‘before’ + capere
‘to take (care of) ahead of time’

Anticipate
‘1 Regard as probable; expect or predict.
1.1 Guess or be aware of (what will happen) and take action in order to be prepared.
1.2 Look forward to.
2 Act as a forerunner or precursor of.
2.1 Come or take place before (an event or process expected or scheduled for a later time’’

‘…If the last forty years have been marked by ‘posts’ (post-war, post-colonialism, postmodernism, post-communism), then today, at least, we seem to be in a period of anticipation – an era that museums of contemporary art can help us collectively to sense and understand..’

Il simposio in programma presso ar/ge kunst è la terza iterazione del progetto di ricerca Spaces of Anticipation curato da Lorenzo Sandoval ed Emanuele Guidi. Avviato nel maggio 2014 con un primo simposio tenutosi presso l’EACC di Castellón, il progetto è stato seguito dalla mostra-ricerca Making Room – Spaces of Anticipation aperta negli spazi di ar/ge kunst da giugno a luglio 2014.

L’anticipazione, intesa sia come ‘guardare avanti’ sia come ‘attendere con impazienza’, evoca aspettativa ed emozione nei confronti di cosa e di chi deve ancora arrivare. Suggerisce anche l’idea dell’agire nel presente in preparazione di potenziali incontri.
L’anticipazione sta oggi diventando un campo di studio, in cui le condizioni del presente vengono sottoposte a un’analisi continua allo scopo di rispondere a eventi, sviluppi e tendenze futuri. Nelle sue applicazioni nel design, nell’architettura, nel marketing e persino nella politica, il pubblico (sotto forma di utenti, partecipanti e consumatori) diventa oggetto degli studi anticipatori.

Partendo da queste considerazioni e implicazioni, il progetto Spaces of Anticipation considera questo concetto sfaccettato in relazione a istituzioni culturali e artistiche e propone diversi percorsi di ricerca per meglio definire i campi d’azione in cui le istituzioni operano e comunicano con le proprie comunità.
In questo contesto, la parola anticipazione opera come cardine linguistico e concettuale, un supporto da cui la ricerca si sviluppa e attorno a cui varie posizioni sono raccolte per discutere modelli, pratiche e atteggiamenti istituzionali.

Il simposio riunisce vari contributi: artisti, curatori e ricercatori che, nelle rispettive pratiche e indagini, ampliano la grammatica dell’exhibition making intrecciandola con altri formati di produzione e distribuzione di conoscenza (collettiva). Di conseguenza, l’attenzione a forme di oralità e “narratorship”, a pratiche di cura e ospitalità e alle politiche del tempo e display sono essenziali nel discutere le modalità di relazione e scambio che possono essere stabilite attraverso e internamente all’istituzione.

The Politics of Fermentation
Performance di Daniel Salomon

Il contributo di Daniel Salomon al simposio è una performance partecipativa in cui i sauerkraut (piatto tradizionale a base di cavoli fermentati) saranno preparati. Nelle parole dell’artista: “La fermentazione conserva gli alimenti, è salutare, consente di risparmiare energie e ha un gusto delizioso. Ma al di là di tutti questi benefici, il motivo per cui mi interessa la fermentazione è che la vedo come una fonte infinita di metafore che aprono nuove modalità di relazionarsi con il mondo. A livello microscopico, batteri e funghi interagiscono, co-evolvono, si scambiano DNA, competono, muoiono, si alimentano dei resti organici gli uni degli altri e così via, il tutto secondo le regole di un ambiente complesso. La fermentazione degli alimenti è quindi più una collaborazione con altre specie (batteri e funghi) che un processo su cui abbiamo pieno controllo. Applicando il concetto all’idea di anticipazione, vorrei proporre la realizzazione dei sauerkraut come paradigma rilevante di un approccio umile e pragmatico al modo in cui possiamo influenzare l’ambiente”.

Il simposio si svolge nel contesto della mostra di Ingrid Hora “der Grillentöter/ L’ammazzagrilli” e coincide con il finissage della stessa.

Il Symposium è realizzato con il gentile supporto di Acción Cultural Española (AC/E)

CLOSE

Il grande rifiuto
Ligna
23 Settembre 2015, ore 20:30

Performance
In collaborazione con Festival Transart

 

presso:
Ex-Electronia
Via Macello 38
39100 Bolzano

prenotazione obbligatoria
info@transart.it & 0471 673070

Il collettivo Ligna, fondato nel 1997 dagli artisti performativi e radio-attivisti Ole Frahm, Michael Hueners e Torsten Michaelson, con base in Germania, porta in scena una visione, una possibile Storia Europea che non ha mai avuto luogo.

Nell’agosto del 1914 era previsto un congresso della Seconda Internazionale Socialista a Vienna con l´obiettivo di reagire a un possibile inizio della Grande Guerra con uno sciopero generale, che avrebbe fatto auspicabilmente crollare le infrastrutture dei paesi coinvolti e impedito l’avvio del conflitto. Il congresso e lo sciopero non ebbero mai luogo. I discorsi e gli interventi dei partecipanti al congresso erano ormai scritti, le richieste di permesso formulate e inoltrate, ma la guerra ne anticipò e annullò l’attuarsi.

Nell’anno in cui ricorre il centenario dell’inizio della Prima Guerra Mondiale, il grande rifiuto esplora le possibilità individuali e collettive di rifiuto attraverso il re-enactment di una storia che non ha mai avuto luogo e di cui non si conosce la fine. Il pubblico viene invitato a prendere parte ad una fiction storica: il congresso dell’Internazionale Socialista avrà luogo a Bolzano, aprendo un universo parallelo, nel quale si mette in discussione la guerra come destino ineluttabile. Ciascuno si confronterà con una serie di “esercizi di resistenza”, un training di pose e gesti di rifiuto individuali e collettivi.

Il “Grande rifiuto” è il risultato di una serie di residenze di ricerca a Bolzano, Bologna, Genova e Reggio Emilia avvenute ad aprile del 2015.

In lingua tedesca ed italiana.


coordinamento artistico e produzione:
Elena Basteri; Emanuele Guidi; Elisa Ricci
coordinamento amministrativo:
Verena Rastner (ar/ge kunst, Bolzano/Bozen)
traduzione: Elena Basteri, Elisa Ricci

partner coproduttori: ar/ge kunst Bolzano / Bozen, Festival Transart Bolzano / Bozen, Santarcangelo 2015 Festival Internazionale del Teatro in Piazza; On Bologna; Fondazione Luzzati – Teatro della Tosse; Terni Festival Internazionale della creazione contemporanea

sostenuto da: Goethe – Institut Genua; Goethe – Institut Mailand, Nationales Performance Netz (NPN) International Guest Performance Fund for Dance.
Sostegno al programma di residenze: Goethe – Institut e.V.;

Tour:

Festival Santarcangelo dei Teatri, 10 Luglio 2015 (Prima Nazionale),

Festival Transart and ar/ge kunst, 23 Settembre 2015

Terni Festival Internazionale della creazione contemporanea, 21 Settembre

Teatro della Tosse, Genova, 26/27 Novembre 2015

http://ligna.blogspot.it/

Loghi Ligna

CLOSE
Studio Practice: On the Act of Reading / Valentina Desideri

Studio Practice:
On the Act of Reading

Valentina Desideri
2-3-4 luglio 2015, ore 14 - 20

in collaborazione con la filosofa DENISE FERREIRA DA SILVA e le coreografe JENNIFER LACEY, CRISTINA RIZZO e MARA CASSIANI

Caro lettore,

Ti invitiamo ad unirti a
Studio Practice: On the Act of Reading. Lo studio sarà aperto dalle 14 alle 20 del 2, 3, 4 Luglio 2015. Potrai stare tutto il tempo che vorrai.

Valentina, Denise, Jennifer, Cristina e Mara si riuniranno in studio, e nello studio, per osservare da vicino l’atto del leggere.

Condividiamo diverse pratiche, tra esse la danza, pratiche di cura (reali e fittizie), filosofia, astrologia, scrittura e insegnamento. Consideriamo ognuna di queste pratiche un tipo di lettura. E soprattutto crediamo che l’atto della lettura sia sempre in corso. Leggiamo costantemente testi, immagini, situazioni, espressioni, corpi e spazio, e molto del nostro modo di capire si costruisce intorno a queste letture istantanee.
Ogni lettura produce un’immagine, immediatamente una composizione ed una rappresentazione di ciò che viene letto. Questa visione della lettura come produzione di immagini attinge dagli scritti di Walter Benjamin sulla lettura e l’immagine come forme di espressione che privilegiano l’intuizione a modi di conoscere ed esistere che si affidano alla riflessione, comprensione e riconoscimento.
Ti invitiamo ad entrare questo studio attraverso una metodologia volontariamente vaga che chiamiamo Studio Practice, che si riferisce sia alla pratica di essere in uno studio che in quella della studiare.
Se consideriamo lo studiare come qualcosa che facciamo con altri – modi di imparare che producono altri modi di convivenza e viceversa – allora lo studio non è solo un luogo in cui studiare ma anche un luogo che rende lo studiare possibile in virtù delle sue specifiche condizioni.
Il tipo di studio a cui ci rifacciamo è il dance studio (sala prove) dove molteplici proposte, parlate o semplicemente agite, si susseguono e viaggiano attraverso i corpi e dimensioni (fisica, intellettuale, emotiva, spirituale). Nello studio entriamo in una sequenza di azoni, silenzi, discussioni, tentativi, banalità, conflitti, entusiasmi. In altre parole: ci dedichiamo a uno specifico modo di “stare insieme” che è lo studio.
Assumendo che nessuno di noi sa cosa lo studio potrebbe significare per noi, ti invitiamo a visitarci in studio, a passare il tempo con noi leggendo, muovendosi, parlando, guardando, ascoltando, incontrandosi, annoiandosi, interessandosi o attivandosi, raccogliendo materiale sull’idea di lettura e seguendo tutte le possibili linee di ricerca che ne potrebbero emergere.

Sentiti libero di portare ‘cose’ che vorresti leggere: un libro, una lettera, un oggetto, un movimento, le tue mani…
Speriamo di vederti qui.

Valentina, Denise, Jennifer, Cristina e Mara

Studio Practice: On the Act of Reading è un evento di tre giorni organizzato da Valentina Desideri in collaborazione con Denise Ferreira de Silva, Jennifer Lacey, Cristina Rizzo and Mara Cassiani.

Studio Practice: On the Act of Reading ha luogo nel contesto della mostra Bassin ouvert della designer e artista francese Clémence Seilles (fino al 1 di Agosto 2015).

Co-prodotto con Bolzano Danza | Tanz Bozen.

Grazie a Museion per la partecipazione di Cristina Rizzo.

Studio Practice: On the Act of Reading e Bassin ouvert si inseriscono nell’ambito di PIANO, piattaforma preparata per l’arte contemporanea, Francia-Italia 2014-2016, concepita da d.c.a / association française de développement des centres d’art, in partnership con l’Institut français d’Italie, l’Ambasciata di Francia in Italia e l’Institut français, con il sostegno del Ministère des Affaires étrangères et du Développement international, del Ministère de la Culture et de la Communication e della Fondazione Nuovi Mecenati.

Stampa
Schermata 05-2457155 alle 12.57.03

CLOSE