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Zachary Formwalt, film still from In Place of Capital, single channel HD video with sound, 2009 Courtesy the artist Zachary Formwalt, film still from In Place of Capital, single channel HD video with sound, 2009 Courtesy the artist

ZACHARY FORMWALT

5 Febbraio - 2 Aprile 2011

A cura di Luigi Fassi

Zachary Formwalt, film still from At Face Value, single channel HD video with sound, 2008 Courtesy the artist

Zachary Formwalt, film still from At Face Value, single channel HD video with sound, 2008 Courtesy the artist

La ricerca artistica di Zachary Formwalt è un’interrogazione filosofica di materiali ed eventi storico-economici provenienti dall’età moderna e contemporanea, individuati perseguendo un percorso di ricerca multiforme e polifonico, suscettibile di chiavi interpretative molteplici e non definitive. Il centro dell’interesse dell’artista è dato dal rapporto tra lo sviluppo della modernità e i meccanismi complessi dell’economia capitalista. Muovendo da una prospettiva di analisi marxista, Formwalt si interroga sull’impatto della storia economica nel mondo sociale e culturale europeo e americano dal XVII secolo in poi. Formwalt privilegia in tale contesto l’uso di materiali visivi provenienti da fonti diverse tra loro, proprie della comunicazione di massa, del cinema, della storia dell’arte, per leggere in controluce critica le vicende dei flussi finanziari e delle loro ripercussioni culturali. Quanto siamo consapevoli dei meccanismi simbolici che sovrintendono alle logiche del capitalismo e in che misura ne comprendiamo le ripercussioni culturali ad ampio raggio nel mondo contemporaneo?
Formwalt prova rispondere a tali domande mediante le ricerche condotte in In Place of Capital (2009), un film che traccia un parallelo tra lo sviluppo delle tecnologie pioneristiche di fotografia a fine Ottocento e le coeve strategie del capitalismo. L’artista muove da un’analisi di un particolare momento storico a metà Ottocento in Inghilterra, mostrando come l’incapacità della tecnica fotografica dell’epoca (sviluppata da William Henry Fox Talbot) di catturare sulla pellicola il movimento di persone e cose rappresenti in modo perfettamente speculare l’impossibilità di tracciare razionalmente i flussi del capitale: in termini marxiani il movimento che produce il capitale svanisce infatti nel momento stesso in cui il capitale si realizza, lasciando in evidenza solo una muta quantità di denaro. Nelle immagini scelte da Formwalt della borsa di Londra, il Royal Exchange Building, si fronteggiano due rappresentazioni del capitale, quella ufficiale, voluta dai architetti dell’edificio e organizzata attorno a una divinità allegorica del commercio che presiede le attività della borsa stessa, e una seconda rappresentazione, esito della tecnologia fotografica del periodo, impossibilitata a cogliere il flusso dei movimenti reali di uomini e scambi nelle trafficate strade attorno alla borsa.

Zachary Formwalt, film still from At Face Value, single channel HD video with sound, 2008 Courtesy the artist

Zachary Formwalt, film still from At Face Value, single channel HD video with sound, 2008 Courtesy the artist

Anche Through a fine Screen (2010) accosta tra loro alcuni episodi della storia della fotografia e dell’economia per interpretare la realtà sociale contemporanea. Punto di partenza del lavoro è la storia di Central Park a New York, inaugurato nel 1856 e oggetto di molteplici riproduzioni fotografiche tra Ottocento e Novecento. Uno scatto del 1880 pubblicato il 4 marzo di quell’anno nel quotidiano The Daily Graphic e raffigurante le baracche dei senzatetto a New York, diventa per Formwalt una chiave di volta per interpretare in parallelo la costruzione del parco (con tutti suoi studiati clichè estetico-paesaggistici) e lo sviluppo economico di Manhattan. Questo lavoro si accompagna tematicamente alla serie fotografica di Vanderbilt’s Wants (2010), che consta di tre pagine prese dal Daily Graphic del 4 marzo 1880 che descrivono la volontà imprenditoriale di abbattere gli insediamenti di baracche a Manhattan e riproducono proprio l’immagine fotografica di quello scenario sociale di miseria descritta in Through a Fine Screen.
At Face Value (2008) è un viaggio a ritroso attraverso l’economia del Novecento, letta e interpretata dalla prospettiva dei francobolli. Dall’iperinflazione della Repubblica di Weimar alla crisi del 1929, tra Europa e Stati Uniti, il film di Formwalt mostra come i francobolli siano uno strumento prezioso e inesplorato per leggere in controluce gli sviluppi tumultuosi dell’economia e della storia sociale del Novecento.

La storia della teoria economica moderna è la protagonista di Kritik der Politik und der Nationalökonomie (2009). In quest’opera fotografica Formwalt ha riprodotto il contratto firmato a Parigi da Karl Marx nel 1845 con il suo editore Carl Leske. Una seconda immagine del lavoro è una fotografia dell’edificio di Rue Vanneau 38 a Parigi, dove Marx era vissuto al tempo della stesura del contratto. Prende spunto dalla biografia intellettuale di Marx anche An Episode in the History of Free Trade (2008). L’opera ricostruisce gli eventi del Free Trade Congress di Bruxelles del 1847 tra i cui relatori figuravano anche James Wilson, fondatore del “The Economist” e Karl Marx. Il collage composto da Formwalt riporta i materiali documentali dei due interventi insieme ad una recensione del congresso redatta da Friedrich Engels per il The Northern Star del 9 ottobre 1847. L’opera riproduce inoltre la pagina di un libro del 1993 pubblicato nell’occasione del 150° anniversario del “The Economist” in cui veniva ripubblicato il testo dell’intervento di James Wilson a Bruxelles. L’obiettivo dell’artista è riapprocciare il medesimo evento del 1847 da diversi punti di vista e prospettive cronologiche per evidenziare tutte le sue risonanze e la sua influenza nello sviluppo della teoria economica in Europa e nel mondo.

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