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Gareth Kennedy, Die Unbequeme Wissenschaft (The Uncomfortable Science)
Installation design by Harry Thaler, Produced by Kofler and Deplau, San Felice / Val di Non
© ar/ge kunst, Aneres 2014 Gareth Kennedy, Die Unbequeme Wissenschaft (The Uncomfortable Science) Installation design by Harry Thaler, Produced by Kofler and Deplau, San Felice / Val di Non © ar/ge kunst, Aneres 2014

Ethnocafé
La scienza scomoda

29 Ottobre 2014, ore 19

In collaborazione con
Associazione Antropologica Alto Adige (EVAA)


L’Associazione Antropologica Alto Adige (EVAA) organizza in collaborazione con ar/ge kunst un Ethnocafé dedicato alla mostra „La scienza scomoda“ dell’artista irlandese Gareth Kennedy.
L’Ethnocafé si terrà mercoledì, 29 ottobre 2014 alle ore 19 nell’ar/ge kunst (Via Museo 29, Bolzano). Josef Rainer (socio del direttivo di ar/ge kunst) introduce alla mostra. Emanuel Valentin (presidente EVAA) propone alcune riflessioni sull’eredità dell’antropologo sociale Bronislaw Malinowski ed il suo ruolo per l’antropologia di oggi. L’ingresso all’Ethnocafé é gratuito.


Die unbequeme Wissenschaft (La scienza scomoda) è il risultato della ricerca condotta dall’artista irlandese Gareth Kennedy, come parte del primo progetto di ricerca annuale ad ar/ge kunst. Invitato per l’interesse verso le espressioni della cultura popolare che caratterizza la sua opera, Kennedy ha svolto uno studio sulla sofferta storia del folclore e sull’antropologia visiva del Sud Tirolo.
Sviluppata nel corso di cinque residenze, tra il 2013 e il 2014, la ricerca di Kennedy lo ha portato sulle tracce della SS Ahnenerbe Kulturkommission (1), attiva nel Sud Tirolo dal 1939 al 1942. Nelle parole di Wolfram Sievers, capo dell’Ahnenerbe, funzione primaria dell’istituzione era: “raccogliere e conservare tutto il materiale e il patrimonio intellettuale… della popolazione di etnia tedesca” .
Con quella che si può definire la più approfondita indagine su lingua e folclore eseguita sul campo mai realizzata, la Kulturkommission documentò in modo esaustivo gli usi e costumi musicali, linguistici e folcloristici del popolo alpino. Si trattò di un’“operazione etnografica di salvataggio” eseguita a partire da un diktat politico, che consentiva di preservare la cultura della popolazione per renderla disponibile dopo il trasferimento nei Monti Tatra, in Borgogna o in Crimea.
Negli Ethnocafé dell’Associazione Antropologica Alto Adige EVAA si presentano e discutono temi legati all’etnologia, con l’obiettivo di far conoscere questa disciplina sul territorio altoatesino e di creare incontri informali per persone interessate all’antropologia.

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