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©Martina della Valle ©Martina della Valle

One flower, one leaf #3
Ikebana applicata al territorio urbano
19-20 / 06 / 2017

Martina della Valle

in collaborazione con Rie Ono

 

 

Workshop in occasione della mostra presso ar/ge kunst: “Flowers are Documents – Arrangement II”
Con il gentile sostegno di UniBz – Facoltà di Design e Arti.

 

 

n. partecipanti: 12

Chiusura iscrizione: 16 Giugno – ore 13

Dove: UniBZ, Piazza Università, 1, 39100 Bolzano BZ


“lo stesso fiore non sboccia mai due volte e l’uomo non incontra mai un fiore nella stessa condizione. L’Ikebana riunisce questi due evanescenti fattori”
Teshigahara Sofu.


One flower, one leaf è un archivio in progress di still-life fotografici realizzati da Martina della Valle a conclusione di workshops svolti in città diverse, in collaborazione con la maestra di Ikebana Rie Ono.

Dallo studio sull’arte dell’Ikebana è nato One flower, one leaf, con l’intento di creare un episodio partecipativo e sperimentare un possibile legame tra la tradizione giapponese di comporre i fiori e una riflessione site-specific sulla vegetazione spontanea delle zone margine nel territorio urbano contemporaneo.

Ripercorrendo i punti fondamentali della ricerca di Martina della Valle, durante il workshop vengono trattati temi quali lo studio delle zone residuali del paesaggio, le tracce dell’intervento umano sulla vegetazione cittadina, il valore dei concetti di tempo e di vuoto e la capacità nell’arte dell’ikebana (come nel linguaggio fotografico) di esaltare dettagli considerati “minori” tramite un processo di decontestualizzazione.
Dopo un’introduzione sulle origini dell’Ikebana, la ricerca si allarga al paesaggio vegetale circostante, con un’escursione dedicata alla selezione e la raccolta di materiali vegetali spontanei (piante, rami, fiori, ecc.).
Sotto la guida della maestra Rie Ono, i partecipanti realizzano poi la propria composizione floreale da fotografare a fine laboratorio.

La documentazione fotografica realizzata dall’artista costituisce una mappatura-ritratto del paesaggio specifico che pone a confronto i contesti urbani dove il workshop si è tenuto (fino ad oggi O.f.o.l.#1 – Prato e O.f.o.l.#2 – Roma) attraverso composizioni di piante spontanee.

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Flowers and Apples from Sainte-Pélagie Prison (Philadelphia Museum of Art and Musée d'Orsay), image by David Horvitz Flowers and Apples from Sainte-Pélagie Prison (Philadelphia Museum of Art and Musée d'Orsay), image by David Horvitz

you and I may not hurry it with a thousand poems my darling but nobody will stop it With all the Policemen in The World.zip
13 Giugno 2017

La mostra “you and I may not hurry it with a thousand poems my darling but nobody will stop it With all the Policemen in The World.zip*” dell’artista americano David Horvitz (1981) è stata lanciata su internet nel 2012 e riattivata in occasione di questa mostra.


‘Nel giugno del 2012 ho postato i files da stampa di una mostra collettiva sul sito per il trasferimento di file sendspace, con la spiegazione: È possibile scaricabile liberamente la mostra, stamparla, esporla, pubblicarla, copiarla, ecc. Non ci sono istruzioni di installazione. Le misure di stampa raccomandate sono nella lista dei lavori in PDF. La cartella Zip rimarrà a disposizione fino a quando il link di sendspace rimarrà attivo. La mostra non sarà nuovamente caricata.

Ho chiesto ai seguenti artisti di partecipare a questo progetto, e ad ognuno di loro ho chiesto di mandarmi un file stampabile di un opera che in qualche modo fosse in relazione con il soggetto dei fiori: Anjum Asharia and Marisa Jahn, BFFA3AE, Claudia Sola, David Horvitz, Hans Aarsman, Jon Rafman, Kristina Lee Podesva, Marysia Lewandowska, Michael Mandiberg, Mishka Henner, Natalie Häusler, Vlatka Horvat.

L’idea era di comporre un bouquet di primavera! Anche se al tempo era quasi la fine di primavera. Ma era ancora primavera! Ho immaginato di spargere questi fiori/files in Internet, allo stesso modo in cui un contadino spargerebbe i semi nei campi – è divertente pensare come i media di comunicazione usino la stessa terminologia dell’agricoltura (ndt. Il termine “broadcast” significa sia per “trasmettere” un messaggio che per “spargere” dei semi). E ho immaginato che anche molto tempo dopo che l’url di sendspace sarà scaduto, i files esisteranno ancora (forse). E che forse saranno condivisi. Forse saranno ri-postati da qualcun altro (riproduzione asessuale?). Non avevo modo di controllare dove (e quando) questa mostra sarebbe andata a finire, se in qualche luogo (o in qualche tempo?). Questo è il motivo per cui la data di chiusura di questa mostra è stata indicata con un punto interrogativo. Sarà aperta per chissà quanto tempo. Ho anche voluto donare a internet una stagione (internet che è qualcosa che esiste al di là delle particolarità dei luoghi che sono invece comandati dalle temporalità naturali e dalla Terra che gira intorno al sole).

David Horvitz, Los Angeles 2017


* Nel contesto della mostra Flowers are Documents, il file rimarrà a disposizione sul sito di ar/ge kunst e sarà ri-distribuito via newsletter il 13 Giugno 2017.


Scarica la mostra a questo link

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research Image: Plate LXVI from Johann Jakob Scheuchzer’s Physica Sacra (1731) - Source: Wikimedia Commons research Image: Plate LXVI from Johann Jakob Scheuchzer’s Physica Sacra (1731) - Source: Wikimedia Commons

JAPANESE ALPS
Lecture di Francesco Tenaglia
19.05.2017, ore 17:30

(La Mia Scuola di Architettura*7)


In Japanese Alps, Francesco Tenaglia prende spunto dall’interesse ultradecennale per le Alpi (e per i panorami montani delle nazioni che le circondano) mostrato dalla cultura nipponica di largo consumo e la mette in parallelo all’idea di “nostalgia” (neologismo e sentimento “prodotto” a fine del Seicento sulle Alpi). Nella lecture, Tenaglia desidera raccontare—tra ricerca storica, aneddotica e speculazione—alcune forme in cui filosofi e sociologici hanno individuato un’incarnazione specifica del post-moderno nel paese orientale: dall’accademica, al costume, fino ai modelli di produzione e consumo. In un’anticipazione della radicale trasformazione delle idee di racconto e di rappresentazione cui assistiamo nell’era dell’iper-connettività.


Francesco Tenaglia è nato a Chieti (1974) e lavora a Milano presso la redazione della rivista e casa editrice di arte contemporanea Mousse. Si occupa di arte, musica e cultura anche per Rolling Stone, Prismo, Vice e Rivista Letteraria.


Video editing: Marcello Tacconelli.
Poster design: Massimiliano Pace

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Inland, Shepherd School, ( 2004 - ongoing) Inland, Shepherd School, ( 2004 - ongoing)

Imparare dal paesaggio
BAU con INLAND
09.05.2017, ore 19

(La Mia Scuola di Scuola di Architettura*6)


Nel contesto de La Mia Scuola di Architettura*, una serie di presentazioni pubbliche ad ar/ge kunst che esplora le nozioni di paesaggio, comunità e formazione, l’iniziativa artistica BAU è stata invitata a introdurre e discutere la propria visione su queste idee e la specificità del loro progetto di residenza in Alto Adige; una pratica che implica forme di collaborazione e innesti temporanei tra artisti invitati e comunità ospitanti.


Per questa occasione, BAU sarà in conversazione con i loro attuali residenti, il collettivo spagnolo INLAND (rappresentato in questa circostanza da Fernando Garcìa-Dory e Carlos Monleon Gendall), per discutere del loro progetto ALMA (titolo di lavoro) e del potenziale che la cultura contemporanea ha di incontrarsi con il paesaggio rurale.


BAU è un iniziativa per la produzione artistica nel territorio dell’Alto Adige, attiva dal 2015, e si concentra sulla realizzazione di residenze artistiche che stabiliscono forme di collaborazione tra le comunità locali, la cultura materiale del territorio e le sue attività tradizionali.
INLAND è una piattaforma artistica Spagnola che si dedica alla produzione agricola, sociale e culturale con una modalità collaborativa.
BAU ha invitato INLAND a sviluppare un progetto in Alto Adige nel 2017.
La conversazione affronterà gli attuali trend culturali e artistici nelle zone rurali Europee a partire dal loro progetto ALMA che esplora un futuro speculativo del territorio in dialogo con operatori locali come coltivatori montani, accademici, esperti di turismo, guardie forestali e pastori.


http://inland.org
http://fernandogarciadory.com
http://www.b-a-u.it

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Alex Martinis Roe, To Become Two, installation of the exhibition at ar/ge kunst, ©ar/ge kunst, Bolzano, Foto Tiberio Sorvillo, 2017

To Become Two
lecture di Alex Martinis Roe
27 Aprile, ore 19

Per questo evento pubblico, Alex Martinis Roe risponderà a domande che sono state raccolte dai visitatori nel corso della mostra “To Become Two“. Usando varie tecniche, tra cui storytelling, teoria politica e diagrammi, l’artista strutturerà una presentazione che affronti tali domande in relazione alla propria ricerca. Ciò si aprirà a un formato dialogico che coinvolgerà il pubblico in un incontro che esplori i possibili futuri che emergeranno dal progetto “To Become Two” e dalle domande stesse.

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Riccardo Giacconi, Installation View 
©ar/ge kunst, Bozen. Photo Tiberio Sorvillo, 2016

The Variational Status
Riccardo Giacconi
10 Febbraio, ore 19

PRESENTAZIONE LIBRO

 

In occasione del lancio del libro “The Variational Status”, ar/ge kunst vi invita alla presentazione “To Resist Disappearing” (Resistere alla scomparsa), del professor Frans-Willem Korsten, seguita da discussione con l’artista Riccardo Giacconi e il direttore artistico Emanuele Guidi.


Frans-Willem Korsten è titolare della cattedra in ‘Letteratura e Societá’ presso la Scuola Erasmus di Storia, Cultura e Comunicazione. È anche professore associato presso il l’Università Leiden per le Arti nella Società.

The Variational Status è co-pubblicato da Humboldt Books, ar/ge kunst Bolzano e FRAC Champagne-Ardenne.

Edito da: Riccardo Giacconi, Emanuele Guidi
Design: 
 Bianca Fabbri
Testi: 
 Andrea Cavalletti, Riccardo Giacconi, Emanuele Guidi e Antoine Marchand, Frans-Willem Korsten, Andrea Morbio.
Publisher: Humboldt Books
Inglese, Italiano, Tedesco, Francese
ISBN 978-88-99385-25-5
20 €

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Jomohomo, Ingrid Hora, cover 2016 Jomohomo, Ingrid Hora, cover 2016

JOMOHOMO
Ingrid Hora
14 Dicembre 2016, ore 19

PRESENTAZIONE LIBRO
Conversazione con l’artista Ingrid Hora e la co-redattrice Lisa Mazza


Il libro documenta e sviluppa la ricerca presentata nelle mostre ‘You Play This Game…’ presso ar/ge kunst, Bolzano (2015) e ”Freizeyt’ presso il DAZ – Deutsches Architektur Zentrum, Berlino (2015/2016)


Pubblicato da Dentdeleone.co.nz
Edito da Ingrid Hora e Lisa Mazza
Testi di Shumon Basar, Emanuele Guidi, Ingrid
Hora, Lisa Mazza, Giulia Palladini
Designed di Åbäke con Alyssia Lou


Con il supporto di DAZ e Provincia Autonoma di Bolzano, Ripartizione Cultura


A seguire vi invitiamo ad un brindisi natalizio.

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Can Altay, VFI, Virgolo Future Institute, Installation View 
©ar/ge kunst_Lungomare, Bozen. Photo aneres, 2016

DIRECTED TOURS & AHALI JOURNAL


Programma pubblico nel contesto di

 

VFI – VIRGOLO FUTURE INSTITUTE
(Such Claims on Territory Transform Spatial Imagination Into Obscure Anticipations of Repartition) di CAN ALTAY
Un progetto di ar/ge kunst e Lungomare


DIRECTED TOUR #1:
17.06.2016, ore 18

Ettore Frangipane (Giornalista) in dialogo con i curatori


DIRECTED TOUR #2:
15.07.2016, ore 19

Michael Obrist (Architetto, Feld 72) in dialogo con i curatori


DIRECTED TOUR #3:
21.07.2016, ore 19

Giorgio Mezzalira (Storico, Fondazione Alexander Langer) in dialogo con i curatori


Directed Tours è una serie di tre visite guidate in forma di dialogo che attivano e mediano la mostra VFI – Virgolo Future Institute di Can Altay presso ar/ge kunst.
Il nome Directed Tours prende spunto dal termine directed gaze (sguardo guidato) definito da Altay per descrivere parte della sua pratica e riconoscere la centralità dell’incontro con altre persone nel processo di avvicinamento ad un nuovo contesto.
A partire da questa idea, ar/ge kunst e Lungomare propongono una serie di tour guidati di approfondimento insieme ad alcune persone che hanno incontrato l’artista durante la residenza andando a definirne la ricerca e la forma della mostra stessa.


AHALI JOURNAL NEW ISSUES
In collaborazione con Salto.bz

Nel corso della mostra sette nuovi capitoli (issues) della rivista Ahali sono pubblicati come approfondimento al progetto di Can Altay e collezionabili dal pubblico come parte dell’installazione.
I Directed Tours scandiscono il lancio dei tre corrispondenti capitoli e saranno pubblicati per l’occasione sul portale d’informazione Salto.bz.
Ahali è la rivista fondata da Can Altay nel 2007 con il progetto grafico di Asli Altay, Future Anecdotes Istanbul.

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Oliver Ressler and Zanny Begg, The Right of Passage, 2013 Oliver Ressler and Zanny Begg, The Right of Passage, 2013

The Right of Passage
15 Aprile 2016, ore 17

Proiezione e Discussione

 

Con Andrea Deaglio (documentarista), Lorenzo Pezzani (architetto), Monika Weissensteiner (antropologa).

 

Una collaborazione tra ar/ge kunst e Bolzano Film Festival Bozen

Foto ar/ge kunst, 2016, Luca Guadagnini

Foto ar/ge kunst, 2016, Luca Guadagnini

Foto ar/ge kunst, 2016, Luca Guadagnini

Foto ar/ge kunst, 2016, Luca Guadagnini

Foto ar/ge kunst, 2016, Luca Guadagnini

Foto ar/ge kunst, 2016, Luca Guadagnini

Foto ar/ge kunst, 2016, Luca Guadagnini

Foto ar/ge kunst, 2016, Luca Guadagnini


In occasione della mostra dell’artista austriaco Oliver Ressler presso ar/ge kunst si terrà The Right of Passage una serata di proiezioni e discussione a partire dal film di Ressler e Zanny Begg che porta lo stesso titolo.


The Right of Passage (19 min, 2013), è parzialmente costruito attraverso una serie di interviste con Ariella Azoulay, Antonio Negri e Sandro Mezzadra e si concentra sulle lotte per ottenere la cittadinanza, allo stesso tempo mettendo in discussione la natura implicitamente esclusoria del concetto.
Il film fa riferimento ai riti di passaggio che marcano le transizioni nel percorso verso l’autonomia personale e suggerisce che la libertà di movimento deve essere un diritto di ogni persona, a prescindere dal luogo di nascita.


Biografie

Lorenzo Pezzani è un architetto che vive fra Londra e Trento. Dal 2011 lavora a Forensic Oceanography, un progetto collaborativo d’inchiesta sulla militarizzazione dei confini e le politiche della migrazione nel Mar Mediterraneo. È uno dei fondatori di WatchTheMed, una piattaforma online nata per documentare e mappare le morti e le violazioni dei diritti dei migranti ai confini marittimi dell’Unione europea. Attualmente è post-doctoral fellow presso la Kent School of Law.


Andrea Deaglio è nato a Torino, 
dove con Mu Film realizza film documentari, produzioni audiovisive e multimediali.
Tra i suoi films: Show all this to the world (Italia 2015, 55′) in programmazione al Bolzano Film Festival; Storie di uomini e lupi (Italia/Francia 2015, 75′, co-diretto con Alessandro Abba Legnazzi e prodotto da Babydoc Film); Il futuro del mondo passa da qui – City veins (Italia 2010, 63′), Vincitore del premio Joris Ivens – Best International First Film a Cinèma du Réel (Parigi, 2011) e del primo premio Docucity (Milano, 2012); Nera – not the promised land, (Italia 2007, 22′) – vincitore del Premio Anello Debole.


Monika Weissensteiner è antropologa con focus su violenza e conflitti, migrazione e salute e sul Sistema Europeo Comune di Asilo. Membro di EASA (European Association of Social Anthropology). Dal 2014 Weissensteiner è collaboratrice della Fondazione Alexander Langer e segue l’iniziativa “Brenner/o Border Monitoring”, una presenza attiva di monitoraggio al Brennero, dal 2015 anche a Bolzano, nell’ottica dei corpi civili di pace e di mediazione.


Con il gentile sostegno di:
Provincia Autonoma di Bolzano, Ripartizione Cultura
Forum Austriaco di Cultura, Milano
Comune di Bolzano, Ripartizione Cultura
Fondazione Cassa di Risparmio
Segheria Tatz Luis, Appiano


In collaborazione con:
AKRAT – Cooperativa Sociale Bolzano
Bolzano Film Festival Bozen

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Nicolò Degiorgis
Hidden Islam – Islamic makeshift places of worship in north – east Italy, photograph (2009-11). Courtesy of the artist Nicolò Degiorgis Hidden Islam – Islamic makeshift places of worship in north – east Italy, photograph (2009-11). Courtesy of the artist

Hidden Islam / Sacred interiors in profane buildings
(La Mia Scuola di Architettura*5)
1 Marzo 2016, ore 19


Una conversazione tra Matilde Cassani e Nicolò Degiorgis sulle rispettive ricerche che guardano al rapporto tra le pratiche di culto delle comunità di migranti ed i processi informali di trasformazione del paesaggio urbano.
Utilizzando la fotografia come strumento di indagine, Cassani e Degiorgis hanno documentato gli interni di edifici (negozi, magazzini, appartamenti, garage) la cui funzione originaria è stata reinventata per ospitare espressioni di vita comune che si sviluppano a partire dal rito religioso.


In occasione del lancio del libro Hidden Islam di Nicolò Degiorgis e come parte del ciclo La Mia Scuola di Architettura*


per il video clicca qui

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credits Ivo Corà credits Ivo Corà

Such Claims on Territory Transform Spatial Imagination into Obscure
CAN ALTAY
dicembre 2015 - maggio 2016

SPLIT HORIZON (Virgolo Edition)
Da dicembre 2015 a maggio 2016,
diversi luoghi a Bolzano

LIMITED EXPERIENCE
14.11.2015, Recinto dell’Ex Club del tennis, Virgolo, ore 15.30

Nell’ambito di Radical Hospitality/One Year-Long Research Project,
Progetto di residenza con Can Altay – Una collaborazione tra ar/ge kunst e Lungomare

credits ivo corrà

credits ivo corrà

credits ivo corrà

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credits ivo corrà

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Can Altay è stato invitato da ar/ge kunst e Lungomare a un progetto di residenza che è iniziato alla fine del 2014 e continuerà fino all’estate del 2016. Fin dall’inizio del progetto Altay sta conducendo un approfondito studio sul sistema Bolzano. In particolare la sua attenzione si concentra sulla montagna del Virgolo.
Attraverso la sua pratica l’artista promuove una serie di iniziative attraverso le quali cerca di stimolare il dibattito pubblico su questa parte del territorio della città di Bolzano. Altay definisce singoli passi di un processo che egli intende come ‘frammenti’ – impressioni, interpretazioni o commenti sul presente.


A Novembre e Dicembre 2015, Altay aggiunge due frammenti alla serie iniziata a febbraio del 2015. “Such Territorial Claims Transform Spatial Imagination into Obscure (Third Fragment in Two Parts)” è un doppio appuntamento come tappa di un percorso non lineare durante il quale Altay fornisce indizi sempre nuovi all’interpretazione del territorio bolzanino.


Split Horizon (Virgolo Edition)
Intervento in spazio pubblico
Da dicembre 2015 a maggio 2016, diversi luoghi a Bolzano, ore 14.30-16.30


Split Horizon (Virgolo Edition) colloca un dispositivo per l’osservazione lungo una traiettoria che può essere reale, ma anche puramente mentale, e include nel suo posizionamento una durata temporale. Ognuno dei luoghi selezionati possiede un significato preciso nella narrazione di Altay e l’oggetto nello spazio pubblico e privato della città genera immaginarie linee incrociate. Con Split Horizon (Virgolo Edition) l’artista si rivolge nuovamente alla montagna del Virgolo, così come è stato fatto con le parole e i segni suggestivi contenuti nei manifesti di “Such Territorial Claims Transform Spatial Imagination into (Studio Virgolo Second Fragments)”.
“Split Horizon (Virgolo Edition)” è tempo e spazio. Esso sarà posizionato e rimarrà per alcune ore in quindici luoghi della città di Bolzano che hanno una relazione (non solo visiva) con il Virgolo. Si tratta di punti significativi, punti di riferimento in termini di equità spaziale e in riferimento all’immaginario collettivo sulla città e la sua storia. Quando la traiettoria di “Split Horizon (Virgolo Edition)” sarà conclusa il dispositivo rimarrà a disposizione del pubblico che potrà suggerire nuove collocazioni.


ore 14.30-16.30, Bolzano
2.12.2015 Piazza Walther
16.12.2015 Mediaworld
13.1.2016 Eurac
27.1.2016 Piazza Tribunale
10.2.2016 Torre del Museo Civico
24.2.2016 Funivia del Renon
9.3.2016 Appartamento Privato, via Cappuccini 14, terzo piano
16.3.2016 unibz terrazza panoramica F6
23.3.2016 Ponte Talvera
30.3.2016 Parco delle Semirurali
6.4.2016 Stazione di Bolzano
13.4.2016 Giardino dei Cappuccini
20.4.2016 Percorso pedonale tra via Aslago e via S. Vigilio (Parco Mignone)
4.5.2016 Ponte Loreto
11.5.2016 Appartamento Privato, via Andreas Hofer 19, terrazza quarto piano


Limited Experience

Percorso in spazio pubblico
14.11.2015, Recinto dell’Ex Club del tennis, Virgolo, ore 15.30
Dal 2008 il terreno che ospitava il club del tennis del Virgolo è stato acquistato da una cordata di imprenditori in vista di futuri investimenti immobiliari. Da allora una recinzione impedisce l’accesso a quella che era stata una delle zone ricreative della città di Bolzano. Con “Limited Experience” l’artista Can Altay invita dodici persone a muoversi insieme lungo il confine e a condividere l’esperienza di questo limite.
“Limited Experience” è uno ‘score’ che fornisce le indicazioni necessarie allo svolgimento di un incontro performativo. Altay chiede ai partecipanti di confrontarsi con un confine che separa una proprietà privata da una pubblica attraverso un esercizio che testa e al contempo sfida l’idea di confine imposta dalla politica urbana corrente.

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Quote from a participant of The Walking Reading Group, London, 2014. Design: Ben Dunmore Quote from a participant of The Walking Reading Group, London, 2014. Design: Ben Dunmore

The Walking Reading Group on Participation
21 ottobre 2015

Ore 18:30 – 20:30

 

Punto d’incontro:
ar/ge kunst
Via museo 29
39100 Bolzano


Per questa edizione, The Walking Reading Group esplora la struttura nella partecipazione – all’interno di un gruppo, di un tempo o di uno spazio – prendendo come base testi di Michael Ende, Jo Freeman e Thomas More (in allegato: TWRG).


The Walking Reading Group, un progetto fondato da Lydia Ashman, Ania Bas, Simone Mair nel 2013, è un progetto che facilita lo scambio di saperi in maniera intima e dinamica. Diversamente dal gruppo di lettura dove i partecipanti sono riuniti intorno ad un tavolo, The Walking Reading Group invita a discutere dei testi durante una passeggiata. Il tavolo viene sostituito dalla strada e la voce dominante viene sostituita da una molteplicità di opinioni. I testi scelti, che variano per disciplina, tema e formato sono il nucleo della conversazione. Per partecipare è necessario inscriversi preferibilmente entro il 18.10.2015 all’indirizzo info@argekunst.it.


Il progetto avrà luogo parallelamente in tre città diverse ed è realizzato grazie al supporto di Histeria Kolektiboa, Isabel Verdet Peris, Zaramari (Bilbao), the Feminist Library (London) e ar/ge kunst (Bolzano). Con il sostegno di Eremuak, Bilbao.

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What It Means To Win, Poster, Brave New Alps and Paolo Plotegher, photo by aneres

Che significa vincere
10 Ottobre 2015

Workshop III

 

Un workshop con Brave New Alps, Paolo Plotegher e Simone Mair.


Vi invitiamo al terzo e ultimo incontro di Che cosa significa vincere. Dopo aver sperimentato con confini, conflitti e potenzialità dei territori e delle istituzioni della cultura contemporanea, ripartiamo aprendo la riflessione alle possibilità di interconnessione e interdipendenza tra l’umano e il “più che umano” offerte da recenti prospettive ecologiche.


L’incontro avrà luogo sabato 10 ottobre dalle ore 11 alle ore 17 e inizierà con una camminata che a partire da ar/ge kunst si addentrerà nella città per discutere un testo su ecologia / economia qui allegato e altri estratti su “pratiche oltre l’umano”.
A seguire tecniche di teatro dell’oppresso di Augusto Boal saranno utilizzate per ripensare, attraverso questa prospettiva allargata, all’interconnessione tra umano e non umano, urgenze e problematiche del qui e ora.
La rilettura di queste urgenze sarà poi accompagnata fuori dall’istituzione con un intervento negli spazi della città.


“Vincere” potrà forse significare lo sviluppo di una pratica di collaborazione e interdipendenza tra l’umano e il “più che umano”?


Un caro saluto,
Paolo Plotegher, Brave New Alps, Simone Mair


Per partecipare al workshop è necessario iscriversi preferibilmente entro il 06.10.2015 all’indirizzo info@argekunst.it


NB: Il testo in allegato è in inglese, durante la camminata saranno usati estratti tradotti in italiano e tedesco.

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engaged anthropology engaged anthropology

Antropologia Applicata
24 giugno 2015, ore 18

Organizzato da EVAA - Associazione Antropologica Alto Adige nel contesto della mostra Bassin ouvert di Clémence Seilles


L’incontro tratterà le implicazioni pratiche e politiche dell’antropologia applicata.

Con: Dorothy Zinn – Professoressa presso la LUB (Libera Università di Bolzano), Elisabeth Tauber, ricercatrice presso la LUB e Monika Weissensteiner, volontaria per il monitoraggio profughi.

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Can Altay_Poster_2015 Can Altay_Poster_2015

RADICAL HOSPITALITY
CAN ALTAY
26 Maggio - 14 Giugno 2015

Una collaborazione tra ar/ge kunst & Lungomare

L’artista turco Can Altay torna a Bolzano per il suo terzo soggiorno nel corso della residenza a lungo termine, per continuare il suo lavoro sui temi della città e in particolare sulla collina del Virgolo di Bolzano. Durante la sua permanenza sono in programma diverse azioni e interventi.


poster campaign
CERTE FORME DI RIVENDICAZIONE TERRITORIALE TRASFORMANO L’IMMAGINAZIONE SPAZIALE IN
(STUDIO VIRGOLO SECOND FRAGMENTS)

Periodo: 26 Maggio – 14 Giugno 2015
Luogo: Bolzano

Il progetto di Can Altay sul Virgolo continua con quella che lui stesso definisce una seconda serie di frammenti del progetto Studio Virgolo. L’articolo di giornale del 1948 sugli “uomini talpa” che, a ridosso della seconda guerra mondiale, abitarono il tunnel che attraversa
la montagna non ancora aperto al traffico viario, continua a stimolare l’immaginazione dell’artista.
“a chi è consentito appropriarsi dello spazio pubblico, chi è costretto ad abitare lo spazio delle infrastrutture? ABITANTI DEL TUNNEL NEGLI ANNI ’40. LA FUNICOLARE SI FERMA. FESTE AL VECCHIO CIRCOLO DEL TENNIS. CENTRI COMMERCIALI E PARCHI A TEMA. VIE DI FUGA E LUOGHI DI RIFUGIO.”
Altay occupa le superfici della comunicazione pubblicitaria della città di Bolzano con una serie di manifesti che tematizzano desideri disattesi e promesse non mantenute: poster per un turismo immaginario, una campagna informativa sui temi che verranno pubblicamente discussi a Lungomare durante la conversazione organizzata per il 12 di Giugno.
La ragione che spinge l’artista a dirigere l’attenzione del pubblico verso il monte Virgolo è dettata dal fatto che il caso esaminato è specifico per la realtà in cui si trova, ma al contempo fornisce parallelismi significativi con questioni analoghe che interessano la contemporaneità.


reading group

Ora 9 Giugno 2015, 18.00 – 20.00
Luogo: Parco della stazione, Bolzano (in caso di pioggia: Bar Jona)

Il geografo marxista David Harvey, nel terzo capitolo di Città Ribelli, legge i commons (beni comuni) urbani come il prodotto di relazioni sociali: le persone che vivono in una città producono commons continuamente. La gentrificazione è quel processo che capitalizza questa vitalità continuamente prodotta dalla città, un processo che spesso viene chiamato con l’eufemismo di “rigenerazione”. Harvey legge appunto la gentrificazione come una privatizzazione, per il profitto di pochi, della vitalità che una città e suoi abitanti creano, una privatizzazione spesso fomentata dalle stesse istituzioni pubbliche.
Il testo di Harvey può aiutarci a uscire dalla retorica che contrappone la “rigenerazione” al “degrado”: il cosiddetto disagio sociale è provocato infatti dagli stessi processi di rigenerazione. La lettura di questo testo ci permetterà di leggere l’attuale svendita a Bolzano di beni e terreni pubblici ai privati non come una mostruosità locale ma come una mostruosità globale.
Come descrivere la complessità delle trasformazioni urbane imposte dall’alto a Bolzano e quali sono le possibilità di rivendicare come un bene comune quelle forme di vita che come abitanti della città continuamente produciamo?

(Il testo può essere richiesto a Lungomare.)


conferenza
CONFLITTI SULL’IMMAGINARIO SPAZIALE (SVILUPPO PER IL VIRGOLO?)

Ora: 12 Giugno 2015, 19:00
Luogo: Lungomare, via Rafenstein 12, Bolzano

Con Stefano Novello, Michael Obrist, Huib Haye van der Werf

Per dare una risposta alle questioni che luoghi come il Virgolo – la montagna di Bolzano – sono in grado di generare dobbiamo prima prendere una posizione in riferimento a come ci immaginiamo il futuro delle nostre città. Queste visioni generalmente si basano su posizioni opposte: un approccio conservativo volto a mantenere immutati lo spazio e le strutture e uno neo-liberale che promuove la privatizzazione e la commercializzazione degli spazi urbani e semi-urbani. Senza lasciare spazio a compromessi, sembrano queste le due posizioni che si fronteggiano oggi nel dibattito sullo sviluppo della città di Bolzano.
Lungomare e ar/ge kunst organizzano un evento che, partendo dal caso del Virgolo, vuole aprire uno spazio di discussione su approcci e proposte concrete relative alla riqualificazione di questo monte bolzanino.
Senza basare il dialogo su una delle due posizioni descritte, ci mettiamo alla ricerca di nuove possibilità di utilizzo dello spazio urbano. Facendo questo vogliamo andare oltre la specificità del Virgolo e concentrarci, invece, sul suo significato in generale e in particolare per lo sviluppo futuro delle infrastrutture e dei luoghi nelle immediate vicinanze.
Prima di aprire il dialogo al pubblico, gli ospiti invitati Stefano Novello (Architetto, Bolzano), Michael Obrist/Feld72 (Architetto, Vienna) und Huib Haye van der Werf (Direttore Artistico Multiform Institute for Fine Art, Design and Reflection, Maastricht) presenteranno proposte e prospettive per il Virgolo e reagiranno agli input mettendoli in discussione. La tavola rotonda sarà moderata dall’artista Can Altay e dal team di curatori delle due istituzioni.

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EVAA

ETHNO CAFÉ
RITI DI FERTILITÀ GIOVANI E IDENTITÀ IN SÜDTIROLO: Il caso studio dello Stelvio in Val Venosta
29 Aprile 2015, ore 18

Organizzato da EVAA - Associazione Antropologica Alto Adige,
nel contesto della serie La Mia Scuola di Architettura 



La Dott.ssa Marta Villa, attuale Docente, Assistente cattedra di Antropologia Culturale – Università degli Studi di Trento, presenterà la sua ricerca sull’identità e riconoscimento attraverso i culti della fertilità e il paesaggio agricolo.

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Spatial Dispositions, Cover, 2015 Spatial Dispositions, Cover, 2015

Book Launch
Spatial Dispositions
Aldo Giannotti
28 Aprile 2015, ore 19:30

ar/ge kunst è lieta di annunciare il lancio del libro Spatial Dispositions di Aldo Giannotti, pubblicato da Verlag für Moderne Kunst. 
Il libro d’artista, realizzato parallelamente alla mostra dallo stesso nome, è il risultato della ricerca di Aldo Giannotti su ar/ge kunst.

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Can Altay, Such Claims on Territory, Installation view
photo by Lungomare Bolzano/Bozen Can Altay, Such Claims on Territory, Installation view photo by Lungomare Bolzano/Bozen

Reading Group
27 Aprile 2015, ore 18 - 20

Luogo: Giardino dei Cappuccini, Bolzano
Nell’ambito di

RADICAL HOSPITALITY: SUCH CLAIMS ON TERRITORY,

Can Altay

 

Una collaborazione tra ar/ge kunst & Lungomare

 

Partendo dalle riflessioni fatte assieme a Can Altay, artista in residenza a ar/ge kunst e Lungomare nel 2014-16, vi invitiamo alla prima di una serie di letture e discussioni pubbliche itineranti nella città, su temi quali: “micro gesti di rivendicazione territoriale; conflitti sull’immaginazione degli spazi, politiche urbane neoliberali e resistenze contro-egemoniche, tempi (passato, presente, futuro) inscindibili tra loro e dallo spazio”.

Per il primo incontro leggeremo il primo capitolo di “Mille Piani” di Deleuze e Guattari, dedicato al “rizoma”, scaricabile da questo sito.

Partiamo con un testo impegnativo (i testi che seguiranno saranno di più agevole lettura): lo scopo non è quello di sviscerarne il significato quanto di utilizzare questo testo come uno strumento per rileggere la realtà cittadina allontanandoci da logiche di opposizione binarie e “arborescenti” per tentare un approccio “rizomatico”, aperto cioè a una complessità che vada oltre categorie precostituite.
A questo scopo invitiamo ognuno a portare all’incontro uno o più oggetti che possano servire a raccontare quella che viene sentita come un’urgenza rispetto alla vita nella città.
Il testo è denso e lungo, consigliamo di leggere sopratutto le pagine da 45 a 47 che parlano della differenza tra mappare e ricalcare, tra cartografia e decalcomania. Questo ci sarà utile per provare a rileggere la città, e sopratutto i quartieri attorno alla stazione, utilizzando gli oggetti a disposizione e attraverso possibili derive.

L’incontro si terrà lunedì prossimo, 27 Aprile al Giardino dei Cappuccini dalle 18.00 alle 20.00 (“si parte sempre dal mezzo” dicono Deleuze e Guattari).
In caso di maltempo ci incontriamo davanti al teatro.

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What It Means To Win, Poster, Brave New Alps and Paolo Plotegher, photo by aneres

Che significa vincere
11 Aprile 2015

Workshop II

 

con Brave New Alps, Paolo Plotegher e Michael Schlauch

 

 


… un gioco, una competizione, la formulazione di una strategia, … ma con chi è che si lotta, per cosa e perché si lotta e in quale contesto ci si batte?


Riprendendo il filo – anche con persone nuove – di un workshop tenutosi ad ar/ge kunst a luglio 2014, durante il pomeriggio dell’11 di Aprile esploreremo, attraverso scenari più o meno fittizi, il dentro e il fuori delle istituzioni culturali, e le economie e le relazioni che possiamo costruire per sostenere le nostre vite e le attività che ci appassionano. Ci immergeremo in un gioco di ruolo per sviluppare delle strategie di azione utilizzando un metodo ispirato ai principi della permacultura.


Per partecipare al workshop è necessario iscriversi all’indirizzo info@argekunst.it

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Collective Curating from the Spatial Dispositions Series, Aldo Giannotti, ar/ge kunst, Bozen/Bolzano 2015 Collective Curating from the Spatial Dispositions Series, Aldo Giannotti, ar/ge kunst, Bozen/Bolzano 2015

Collective Curating
dalla serie Disposizioni Spaziali
Aldo Giannotti
26 Marzo 2015

Orari dell’evento:
11:00-13:00 / 15:00-19:00

‘Things the audience would like to present in the exhibition space are drawn by the artist’ / “Cose che l’audience vorrebbe presentare nello spazio della mostra, saranno disegnate dall’artista” è la dichiarazione che accompagna il disegno Collective Curating, uno dei numerosi progetti che compongono la mostra Spatial Dispositions di Aldo Giannotti e che sono attivati secondo temporalità differenti.

L’artista sarà ad ar/ge kunst il 26 Marzo durante tutta la giornata, per incontrare tutti coloro che – come il testo dichiara – vorrebbero presentare una “cosa” negli spazi della mostra. Con questa attivazione, Giannotti esplora l’idea stessa di mostra come possibile teatro di “cose” che si accumulano progressivamente nello spazio attraverso l’atto del racconto.

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Andreas Pichler, My 3 Peaks, video still, 2005 Andreas Pichler, My 3 Peaks, video still, 2005

Come primo amore
Andreas Pichler
27 Genniao, ore 19

La Mia Scuola di Architettura*

 


La programmazione di ar/ge kunst del 2015 apre con una presentazione di Andreas Pichler.
Il regista introdurrà la propria pratica con attenzione al ruolo che il paesaggio ha esercitato nella sua produzione, in particolare quello del Sudtirolo. Nella sua “lezione” Pichler combinerà estratti filmici e racconto per riflettere sulla relazione luogo – comunità – narrazione che attraversa il suo lavoro.


Andreas Pichler (1967, Bolzano) è regista e autore di numerosi documentari in Italia, Germania, Austria e Francia, co-prodotti, tra gli altri da ARTE, RAI Cinema, ZDF, ORF. Tra le sue più recenti produzioni: Europe for sale (2014), Die Akte Pasolini (2013), Das Venedig Prinzip (2012) premiato come miglior documentario al London Open City Festival e al Cinemaambiente Torino.


* La Mia Scuola di Architettura prende il titolo dalla serie fotografica dell’artista ed “anarchitetto” Gianni Pettena in cui è rappresentato il paesaggio delle Dolomiti che circonda Bolzano. Si tratta di una serie di presentazioni pubbliche irregolari che intende indagare l’idea di paesaggio e l’influenza che esso può avere sulla formazione di un individuo, come artista e cittadino, e quindi sulla costruzione di un’intera comunità.
Allo stesso tempo, in linea con il messaggio di Pettena stesso, La Mia Scuola di Architettura intende portare avanti una riflessione sui possibili formati di produzione e trasmissione di conoscenza, così da espandere l’idea stessa di educazione e scuola.

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Gareth Kennedy, Die Unbequeme Wissenschaft (The Uncomfortable Science)
Installation design by Harry Thaler, Produced by Kofler and Deplau, San Felice / Val di Non
© ar/ge kunst, Aneres 2014 Gareth Kennedy, Die Unbequeme Wissenschaft (The Uncomfortable Science) Installation design by Harry Thaler, Produced by Kofler and Deplau, San Felice / Val di Non © ar/ge kunst, Aneres 2014

Ethnocafé
La scienza scomoda
29 Ottobre 2014, ore 19

In collaborazione con
Associazione Antropologica Alto Adige (EVAA)


L’Associazione Antropologica Alto Adige (EVAA) organizza in collaborazione con ar/ge kunst un Ethnocafé dedicato alla mostra „La scienza scomoda“ dell’artista irlandese Gareth Kennedy.
L’Ethnocafé si terrà mercoledì, 29 ottobre 2014 alle ore 19 nell’ar/ge kunst (Via Museo 29, Bolzano). Josef Rainer (socio del direttivo di ar/ge kunst) introduce alla mostra. Emanuel Valentin (presidente EVAA) propone alcune riflessioni sull’eredità dell’antropologo sociale Bronislaw Malinowski ed il suo ruolo per l’antropologia di oggi. L’ingresso all’Ethnocafé é gratuito.


Die unbequeme Wissenschaft (La scienza scomoda) è il risultato della ricerca condotta dall’artista irlandese Gareth Kennedy, come parte del primo progetto di ricerca annuale ad ar/ge kunst. Invitato per l’interesse verso le espressioni della cultura popolare che caratterizza la sua opera, Kennedy ha svolto uno studio sulla sofferta storia del folclore e sull’antropologia visiva del Sud Tirolo.
Sviluppata nel corso di cinque residenze, tra il 2013 e il 2014, la ricerca di Kennedy lo ha portato sulle tracce della SS Ahnenerbe Kulturkommission (1), attiva nel Sud Tirolo dal 1939 al 1942. Nelle parole di Wolfram Sievers, capo dell’Ahnenerbe, funzione primaria dell’istituzione era: “raccogliere e conservare tutto il materiale e il patrimonio intellettuale… della popolazione di etnia tedesca” .
Con quella che si può definire la più approfondita indagine su lingua e folclore eseguita sul campo mai realizzata, la Kulturkommission documentò in modo esaustivo gli usi e costumi musicali, linguistici e folcloristici del popolo alpino. Si trattò di un’“operazione etnografica di salvataggio” eseguita a partire da un diktat politico, che consentiva di preservare la cultura della popolazione per renderla disponibile dopo il trasferimento nei Monti Tatra, in Borgogna o in Crimea.
Negli Ethnocafé dell’Associazione Antropologica Alto Adige EVAA si presentano e discutono temi legati all’etnologia, con l’obiettivo di far conoscere questa disciplina sul territorio altoatesino e di creare incontri informali per persone interessate all’antropologia.

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bir ihtimal with works by Nils Norman, Ceren Oykut, Sinek Sekiz, and the Park Collective. 2010. Photo: Laleper Aytek bir ihtimal with works by Nils Norman, Ceren Oykut, Sinek Sekiz, and the Park Collective. 2010. Photo: Laleper Aytek

OSPITALITÀ RADICALE

CAN ALTAY
ARTIST TALK

UN PROGETTO DI
AR/GE KUNST E LUNGOMARE
3 Ottobre 2014, ore 19

presso Lungomare
Rafensteinweg 12
39100 Bolzano

 

Can Altay

Can Altay


ar/ge kunst e Lungomare invitano Can Altay per un progetto di residenza comune che porterà l’artista turco a Bolzano nel 2014, 2015 e 2016 per una collaborazione a lungo termine con le due istituzioni ed il territorio. Il tema della residenza è “Ospitalità Radicale” e invita il residente a confrontarsi e interpretare in termini radicali le questioni legate all’ospitalità intesa come spazio relazionale e sociale, come condizione temporanea e come rapporto che definisce al suo interno dinamiche di potere.


Can Altay è un artista che vive a Istanbul. I suoi lavori si concentrano su funzioni, significato, organizzazione e riconfigurazione dello spazio pubblico. In particolare gli interventi di Altay forniscono una riflessione critica sui fenomeni urbani e sulla loro relazione con l’attività artistica. Mostre personali (selezione): Arcade, London (2013), Casco, Utrecht (2011), The Showroom, London (2010); mostre colletive (selezione): Walker Art Center (Minneapolis), VanAbbe Museum (Eindhoven), ZKM (Karlsruhe), Artist Space (New York); partecipazioni alle biennali di Istanbul, Havana, Busan, Gwangiu, Marrakech, Taipei.

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Gareth Kennedy, Die Unbequeme Wissenschaft (The Uncomfortable Science), Stuben-Forum
Installation design di Harry Thaler, produced by Tischlerei & Möbelhaus Kofler, photo argekunt ,2014 Gareth Kennedy, Die Unbequeme Wissenschaft (The Uncomfortable Science), Stuben-Forum Installation design di Harry Thaler, produced by Tischlerei & Möbelhaus Kofler, photo argekunt ,2014

STUBEN-FORUM
DIE UNBEQUEME WISSENSCHAFT
(La scienza scomoda)
Sabato, 20 settembre, ore 15 – 18

Gareth Kennedy

 

Design dell’installazione di Harry Thaler
Produzione di Josef Rainer e Verena Rastner

A cura di Emanuele Guidi

 

 

(In lingua tedesca)


Oratori:

Georg Grote (University College Dublino)
Franz Haller, Antropologo visivo (Merano)
Thomas Nussbaumer (Università di Innsbruck)
Hannes Obermair (Archivio Storico, Bolzano)
Ina Tartler (Vereinigte Bühnen Bozen)
Elizabeth Thaler (Vereinigte Bühnen Bozen)

Moderazione di Hans Karl Peterlini (Giornalista e autore, Bolzano/Bozen)


Programma

15:00 Benvenuto
Emanuele Guidi (direttore artistico ar/ge kunst)

15:10 Prologo
Hans Karl Peterlini

15:25 Introduzione Maschere
Thomas Nussbaumer introduce Richard Wolfram e Alfred Quellmalz, membri della SS Commissione Culturale Ahnenerbe in Sud Tirolo (1939 – 1942)
Franz Haller introduce Arthur Scheler, fotografo nato a Merano.
Hannes Obermair introduce Bronislaw Malinowski, antropologo di fama mondiale che era solito andare in villeggiatura a Soprabolzano.

16:05 First Panel
Framing History (Inquadramento Storico)
con Georg Grote e Hannes Obermair

16.35 Second Panel
Folk Culture (Uses & Abuses)
(Cultura popolare (Usi & Abusi)
con Thomas Nussbaumer, Georg Grote e Franz Haller

17.05 Third Panel
Performing the Unstageable
(Mettere in scena l’inscenabile)
con Ina Tartler e Elizabeth Thaler

17.35 Epilogo e discussione con il pubblico

18.00 Termine dello Stuben-Forum

Biographies
Georg Grote è professore in Storia europea occidentale e Head of School presso l’University College di Dublino. I suoi interessi di ricerca coprono il nazionalismo storico e il regionalismo moderno; in particolare, ha pubblicato casi-studio sulla Germania, l’Irlanda e il Sud Tirolo. Georg Grote ha visitato continuamente il Sud Tirolo negli ultimi 35 anni e ha quindi esperito in prima persona i grandi cambiamenti che la regione ha attraversato. Se da un lato le storie locali e regionali del Sud Tirolo sono estremamente interessanti per sé, la sua Storia nel più ampio contesto degli sviluppi europei del ventesimo e ventunesimo secolo sono estremamente affascinanti. Con alle spalle una ricchezza di esperienze di insegnamento in tutta Europa e la sua base nell’università di Dublino, Georg Grote cerca di mettere in relazione il suo background di ricerca internazionale con eventi in Sud Tirolo e di presentarli in modi coinvolgenti.

Franz J. Haller è nato a Merano (Sud Tirolo) nel 1948. Ha studiato etnologia all’università di Vienna e antropolgia visiva all’università di Göttingen, con un area di ricerca nell’Africa centrale e settentrionale e i bassopiani delle Amazzoni. Ha co-fondato il Museo agricolo di Castel Fontana nel 1974. Dal 1976 al 1979 è stato professore di ricerca presso OAS (organizzazione degli stati americani) nell’Universito di Quito, Equador.
Haller ha prodotto più di 150 documentari sull’etnografia e la storia recente del Sud Tirolo per la televisione, scuole e musei. Nel 2012 ha fondato il portale www.tiroler.tv.

Thomas Nussbaumer è nato ad Hall nell Tirolo (Austria). Ha studiato musicologia e germanistica all’Università di Innsbruck, ottenendo il dottorato nel 1998. La sua dissertazione è stata pubblicata nel 2001 sotto il titolo di Alfred Quellmalz und seine Südtiroler Feldforschungen (1940–42): Eine Studie zur musikalischen Volkskunde unter dem Nationalsozialismus (Alfred Quellmalz e le sue ricerche di campo in Sud Tirolo (1940-1942): uno studio sulla musica ed il folklore sotto il Nazional Socialismo). Nel 2011 Nußbaumer ha completato la sua tesi di post-dottorato sulla musica folkloristica presso l’Università per la Musica e le Arti Performative in Vienna. Ha insegnato presso l’Innsbruck campus dell’Università Mozarteum di Salisburgo dal 1995, diventando Professore nel 2011. È capo del dipartimento per l’etnologia musicale all’interno del dipartimento di musicologia. La sua ricerca e pubblicazioni si concentrano sulla musica ed i costumi, carnevale, musica folkloristica e nazismo, tradizioni musicali folkloristiche alpine (in particolare dell’Austria occidentale e del Sud Tirolo), e sulla musica dell’antico ordine Amsih.

Hannes Obermair nato a Bolzano nel 1961. Da storico regionale si occupa soprattutto di tematiche di storia urbana e dello sviluppo della scritturalità in epoca medievale e di prima età moderna nell’area alpina centrale. La zona trentino-tirolese è da sempre caratterizzata da fenomeni di transizione e di acculturazione, ai quali cerca di dedicare le sue ricerche in chiave comparatistica. In tempi più recenti si é avvicinato anche a temi di storia contemporanea, con particolare riguardo alla fase fascista e nazista in regione e alla relativa storia della storiografia.

Hans Karl Peterlini nato a Bolzano nel 1961. Da giornalista regionale con una forte attenzione per le questioni di politica attuale e di storia contemporanea, con speciale riguardo per la lotta per l’autonomia dell’Alto Adige e i suoi passaggi anche violenti, negli ultimi anni ha cambiato area di lavoro, ma non area di interesse. Per il suo lavoro da ricercatore nell’educazione e nella formazione le domande sono rimaste le stesse: in quale modo individui e la collettività sviluppano la propria identità? Come possono imparare dal passato per il presente ed il futuro? Cosa impedisce i processi di apertura culturale e interculturale? Cosa li favorisce? Durante il prossimo anno di studio coprirá la cattedra per la Pedagogia Generale e Interculturale all’Università di Klagenfurt.

Ina Tartler è nata in Romania nel 1966 ed è emigrata in Gerania nel 1988. Ha studiato letteratura tedesca, studi teatrali e psicologia all’Università Ludwig-Maximilians di Monaco. Dal 2002 al 2008 è stata responsabile della drammaturgia al Teatro di Salisburgo, dal 2008 responsabile della drammaturgia presso i Vereinigte Bühnen Bozen.

Elisabeth Thaler è nata a Bolzano nel 1981. Ha studiato letteratura comparata e germanistica presso l’Università di Innsbruck. Nel 2006 stata drammaturga in residenza presso il Tiroler Landestheater, tra il 2006 ed il 2013 responsabile della drammaturgia presso i Vereinigte Bühnen Bozen, dove è tuttora drammaturga. Ha lavorato con Bettina Bruinier, Agnese Cornelio, Philipp Jescheck, Alexander Kratzer, Carina Riedl, Georg Schmiedleitner Katharina Schwarz.

Con il gentile sostegno di:
Provincia Autonoma dell’Alto Adige, Ripartizione Cultura
Regione Autonoma del Trentino Alto Adige,
Comune di Bolzano, Ripartizione Cultura
Culture Ireland / Cultúr Éireann
Fondazione Cassa di Risparmio, Bolzano
Kofler Falegnameria & Interior Design, S. Felice / Val di Non
Rothoblaas, Cortaccia
Deplau, S. Felice / Val di Non
Wolfstuben, Cermes
Österreichische Mediathek, Vienna
pur SÜDTIROL
Lichtstudio Eisenkeil
Dr. Schär, Postal

Un ringraziamento speciale:
Egetmann Verein Tramin/Termeno
Museo Provinciale degli usi e costumi a Teodone
Ofas Architekten, Bolzano
Musica Popolare, Archivio Fotografico Quellmalz (Area scuole di musica tedesche e ladine)

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Brave New Alps & Paolo Plotegher, What It Means to Win, 2014. Courtesy of the artist, photo by snares 2014

Che significa vincere
19 Luglio 2014, ore 15 - 19

Workshop

 

Brave New Alps & Paolo Plotegher

Nel contesto della mostra Making Room – Spaces of Anticipation, Brave New Alps & Paolo Plotegher raccontano la storia The Troubadour of Knowledge di Michel Serres che introduce un percorso di ricerca per e con ar/ge kunst.

A partire da questa storia, Brave New Alps & Paolo Plotegher hanno preparato un questionario a cui è possibile rispondere – nella lingua preferita – sia negli spazi di ar/ge kunst che online (DEUTSCH ; ITALIANO ; ENGLISH)

Le risposte al questionario serviranno come punto di partenza per il workshop che si terrà ad ar/ge kunst il 19 Luglio 2014 dalle 15 alle 19.
Il workshop ruoterà intorno al tema della produzione culturale, le ambizioni, i desideri e le economie che l’accompagnano. Le idee che emergeranno saranno raccolte in una piccola pubblicazione istantanea.

Per partecipare al workshop è necessario iscriversi all’indirizzo info@argekunst.it

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Marinella Senatore in collaboration with Assemble, The School of Narrative Dance. Courtesy MOTInternational, London & Brussels and the artist, photo by aneres

The School of Narrative Dance
16 Luglio 2014, ore 19:30

Conversazione con
Marinella Senatore

Come parte della serie La Mia Scuola di Architettura*, l’artista Marinella Senatore presenta The School of Narrative Dance, realizzato in collaborazione con il collettivo di architetti inglesi Assemble.
The School of Narrative Dance è il progetto vincitore del Premio MAXXI 2014 ed è visibile presso ar/ge kunst Galerie Museum come parte della mostra Making Room – Spaces of Anticipation.

* La Mia Scuola di Architettura è una serie di presentazioni pubbliche irregolari che intende indagare l’idea di paesaggio e l’influenza che esso può avere sulla formazione di un individuo, come artista e cittadino, e quindi sulla costruzione di un’intera comunità.
Il formato prende il titolo dalla serie fotografica dell’artista ed “anarchitetto” Gianni Pettena in cui è rappresentato il paesaggio delle Dolomiti che circonda Bolzano.
La serie è stata inaugurata nel corso della mostra Prologue Part Two – La Mia Scuola di Architettura (15 Novembre 2013 – 11 Gennaio 2014) con una conversazione tra Gianni Pettena, Pierre Bal-Blanc (CAC Bretigny e Museion guest-curator) ed Emanuele Guidi (ar/ge kunst).

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Photo: Annelie Bortolotti Photo: Annelie Bortolotti

body-at-publish
22 Febbraio 2014

Curandi Katz

Workshop Performance

body-at-publish è un workshop/performance del duo Curandi Katz presso Ar/ge kunst concentrato sull’idea di self-publishing come gesto intimo. L’intenzione è di attivare l’oggetto-libro, la sua funzione ed i suoi usi nell’ambito del suo rapporto con l’individuo e tra gli individui: considerare l’esperienza privata, affettiva, prevalentemente tattile, in condizioni di resistenza all’idea di una riproducibilità di massa; esplorare i modi in cui viene distribuito e condiviso e come questi percorsi ne definiscano la trama; riflettere sull’atto del dono e i gesti di cura che quest’idea implica e gli organismi che coinvolge nella sua narrazione.
Il processo di pubblicazione è inteso come una forma performativa di esteriorizzazione – trasmissione – cura.
Il workshop sarà strutturato intorno alla produzione di una pubblicazione attraverso l’uso di strategie editoriali alternative e autogestite. I partecipanti esploreranno i momenti dell’appropriazione e assemblaggio usando strumenti low tech e dispositivi attivati manualmente.
Durante il workshop i partecipanti avranno a loro disposizione la selezione di libri proposta da Archive Books in occasione della mostra Constellations of one and many, la collezione di pamphlets dissidenti di Curandi Katz e piattaforme digitali per text-sharing.

Uno dei punti di partenza e riferimenti storici proviene dall’attuale ricerca di Curandi Katz sulla persona di Toma Sik, attivista ungherese-israeliano, anarco-pacifista, e sull’uso multiforme che questo ha fatto delle pubblicazioni e di circolazione di conoscenze. Più in dettaglio si osserveranno i volantini e i questionari che Toma Sik distribuiva a mano in luoghi pubblici durante le proteste per aprire un dialogo su argomenti quali vegetarianismo, nonviolenza e diritti umani. La metodologia attivista di avvicinare l’“altro” attraverso la parola stampata e casualmente distribuita, è progressivamente interiorizzata e trasformata da Toma Sik in una ricerca personale di individui con i quali condividere una vita in comunità.

Con il gentile sostegno di:
Provincia Autonoma di Bolzano, Ufficio Cultura
Comune di Bolzano, Ufficio Cultura
Fondazione Cassa di Risparmio, Alto Adige
Mondriaan Stichting, Amsterdam
Institut für Auslandsbeziehungen, Stoccarda

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ar-ge_kunst_48_0

Conversazione tra Andreas Bunte e Roberto Gigliotti
14 Settembre 2012

Andreas Bunte – Welt vor der Schwelle
14 settembre – 3 novembre 2012

ar/ge kunst Galerie Museum
H 18

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47-www.whocaresphoto.com-argekunst

Conversazione tra Pascal Schwaighofer e Misha Stroj
30 Marzo 2012

Pascal Schwaighofer Misha Stroj
30 Marzo – 26 Maggio 2012

ar/ge kunst Galerie Museum
H 19

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rob_johannesma_46_of_82_0

Conversazione tra Rob Johannesma e Claudio Giunta
27 Gennaio 2012

World-Wielding
27 Gennaio – 17 Marzo 2012

ar/ge kunst Galerie Museum
H 19

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a11_4476

Conversazione tra Alejandro Cesarco e Luigi Fassi
18 Novembre 2011

A Long Time Ago Last Night
18 novembre 2011 – 7 gennaio 2012

ar/ge kunst Galerie Museum
H 19

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a11_2004

Conversazione tra Alessandro Gagliardo e Luigi Fassi
15 Settembre 2011

Un mito antropologico televisivo
15 Settembre – 5 Novembre 2011

ar/ge kunst Galerie Museum
H 19

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a11_9674

Conversazione tra Runo Lagomarsino e Julia Moritz
15 Aprile 2011

Runo Lagomarsino – Violent Corners
15 Aprile – 4 Giugno 2011

ar/ge kunst Galleria Museo
H 19

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a11_8441_0

Conversazione tra Zachary Formwalt e Antonia Majaca
4 Febbraio 2011

Zachary Formwalt
5 Febbraio – 2 Aprile 2011

ar/ge kunst Galleria Museo
H 19

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Rashaad Newsome, The Conductor, video still, 2005-2009 Rashaad Newsome, The Conductor, video still, 2005-2009

Rashaad Newsome – Film screening
27 Ottobre 2010

Film screening in occasione della mostra di Rashaad Newsome

ar/ge kunst Galleria Museo
H 19

Happy Negro 2004, video, 5’55”
Elysian Fields 2005, video, 1’45”
The conductor (fortuna imperatrix mundi) & The conductor (primo vere, omnia sol temperat) 2005-2009, video, 6’18”
Paris is burning by Jennie Livingstone, 73′

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Photo: Ivo Corrà Photo: Ivo Corrà

Conversazione tra Rashaad Newsome, Irina Zucca Alessandrelli e Luigi Fassi
15 Settembre 2010

Rashaad Newsome
15 Settembre – 6 Novembre 2010

ar/ge kunst Galleria Museo
H 19

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Foto: Martin Pardatscher Foto: Martin Pardatscher

Artists’ talk tra Michael Höpfner, Katarina Zdjelar, Caterina Riva e Luigi Fassi
25 Giugno 2010

Katarina Zdjelar – Michael Höpfner
25 Giugno – 14 Agosto 2010

ar/ge kunst Galleria Museo
H 19

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Photo: Ivo Corrà Photo: Ivo Corrà

Artists’ talk tra Mark Boulos, Jakob Schillinger e Luigi Fassi
23 Aprile 2010

Mark Boulos
23 Aprile – 19 Giugno 2010

ar/ge kunst Galleria Museo
H 19

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Artists’ talk tra Gianluca e Massimiliano De Serio, Karl Lydén e Luigi Fassi
19 Febbraio 2010

Bakroman – Gianluca e Massimiliano De Serio
19 Febbraio – 10 Aprile 2010

ar/ge kunst Galleria Museo
H 19

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Black Atlantic – Katerina Gregos
28 Gennaio 2010

Black Atlantic
27 Novembre – 30 Gennaio 2010

Un programma di approfondimento della mostra Black Atlantic in collaborazione con la Facoltà di Design e Arti della LIbera Università di Bolzano.

Conferenza
Libera Università di Bolzano
H 19

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Black Atlantic – Hamza Walker & Hank Willis Thomas
15 Gennaio 2010

Black Atlantic
27 Novembre – 30 Gennaio 2010

Un programma di approfondimento della mostra Black Atlantic in collaborazione con la Facoltà di Design e Arti della LIbera Università di Bolzano.

Conferenza
Libera Università di Bolzano
H 19

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Kiluanji Kia Henda, Karl Marx, Luanda, 2006 Courtesy the artist and Collezione Raffaella e Stefano Sciarretta, Nomas Foundation, Roma e Galleria Fonti, Napoli Kiluanji Kia Henda, Karl Marx, Luanda, 2006 Courtesy the artist and Collezione Raffaella e Stefano Sciarretta, Nomas Foundation, Roma e Galleria Fonti, Napoli

Black Atlantic – Polly Savage & Kiluanji Kia Henda
14 Gennaio 2010

Black Atlantic
27 Novembre – 30 Gennaio 2010

Un programma di approfondimento della mostra Black Atlantic in collaborazione con la Facoltà di Design e Arti della LIbera Università di Bolzano.

Conferenza
Libera Università di Bolzano
H 19

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